Assessore della Città di Nichelino
Politiche del Lavoro, Politiche sugli animali, Politiche Giovanili
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Doveva essere Fëdor come Dostoevskij, è diventato Fiodor come uno dei tanti partigiani sovietici della Resistenza italiana. Nel nome l’anagrafe aveva scritto il mio destino. Correva l’anno 1982: quello del Mundial, di Pertini Presidente e del PCI di Berlinguer.

Grazie ai miei genitori, Meri e Luciano, ho respirato subito la politica bella fatta di ideali e di impegno. Ho avuto la fortuna di crescere accanto a giganti, figure come quella di Cossutta o di Diliberto mi hanno formato e segnato gli anni giovanili. Il modello di riferimento rimaneva però quello delle giunte cittadine guidate da Elio Marchiaro ed è stato proprio pensando a quell’esperienza che nel 2014 ho scelto di impegnarmi in prima persona. Un’esperienza coronata dal ritorno dei Comunisti nel Consiglio Comunale di Nichelino.

Nello stesso anno ho contribuito alla nascita di Idea – Associazione di Resistenza Culturale con la quale ci siamo presi cura del territorio, partecipato a campagne di solidarietà internazionale e promosso eventi con relatori come i Wu Ming, Giulietto Chiesa, Nicolai Lilin, Juri Bossuto, Nicoletta Dosio e le famiglie di Carlo Giuliani e Vittorio Arrigoni.
Dal 2016, con Tolardo Sindaco sono assessore con delega alle politiche giovanili, del lavoro e sugli animali.

Tra i risultati più grandi la creazione dei Protocolli d’intesa per favorire in maniera trasparente le assunzioni a livello locale, la scuola di Rap completamente gratuita per i giovani, il rilancio del Factory e il primo Ufficio Tutela Animali in Italia.

Ho vissuto la grande famiglia del Centro Nuoto Nichelino e portato a casa qualche medaglia, sofferto molto e gioito poco per il mio amato Toro e ottenuto, con qualche turbolenza, il diploma di liceo linguistico. Poi i primi anni di università, interrotti per il servizio militare, l’inizio del mio lavoro come addetto mensa, l’impegno nel sindacato e l’elezione a consigliere comunale, seguita dalla nomina ad Assessore grazie a Giampiero Tolardo.

A gennaio del 2020 la mia compagna Sara mi ha regalato un sogno di nome Arya. Come papà le ho promesso che avremmo fatto del mondo un posto un po’ più bello, per questo ho scelto di tornare a mettermi in discussione e a disposizione della nostra città.